Quando si può rinnovare la Cessione del Quinto? Questa è una domanda che molti utenti che hanno una cessione del quinto ancora in corso si pongono. Rispettando determinate condizioni, infatti, è possibile ottenere il rinnovo del finanziamento che, all’atto pratico, si traduce in nuova liquidità nelle tasche del richiedente.

Potrebbe sorgere la necessità di richiedere ulteriore credito alla banca che ha erogato il finanziamento. Perché, però, sottoscrivere un altro finanziamento quando si potrebbe semplicemente rinnovare il prestito ancora in corso? Il rinnovo della cessione del quinto serve a soddisfare proprio questa esigenza. Scopriamo insieme tutti i dettagli relativi a questa opportunità.

Cos’è il rinnovo della cessione del quinto

Rinnovare la Cessione del Quinto significa intervenire sul prestito in corso, allungandone la durata residua. La rata, in genere, rimane inalterata o, al massimo, può subire modifiche di lievi entità.

Tecnicamente, con il rinnovo della cessione del quinto si va ad estinguere il vecchio finanziamento. La cifra che ti verrà concessa dalla banca servirà, in primo luogo, per estinguere il vecchio prestito. L’importo restante spetterà, invece, a te e potrai utilizzarlo nel modo in cui ritieni più opportuno.

Quali sono i vantaggi

Il rinnovo è una possibilità interessante in quanto consente di ottenere altra liquidità, senza però aumentare la propria esposizione debitoria. Il beneficiario continuerà a pagare un’unica rata mensile che, come da prassi, sarà detratta in busta paga o sulla pensione direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. La rata, inoltra, resterà presumibilmente dello stesso importo.

Quando si può rinnovare la cessione del quinto: le soglie temporali da rispettare

La normativa sulla cessione del quinto impone dei limiti temporali ben precisi per le richieste di rinnovo del finanziamento. Puoi rinnovare la cessione del quinto se è trascorso almeno il 40% del tuo piano di ammortamento. Se, ad esempio, hai sottoscritto un contratto di prestito per una durata di dieci anni (120 rate) potrai esercitare l’opzione del rinnovo dopo quattro anni dalla data di accensione del finanziamento.

Tali indicazioni sono, però, valide esclusivamente per le cessioni del quinto di durata superiore ai cinque anni (60 mesi). Per i finanziamenti di durata uguale o inferiore ai cinque anni, il rinnovo può avvenire anche prima che sia trascorso il 40% del piano di ammortamento. La condicio sine qua non, però, è che il nuovo contratto di cessione presenti una durata di almeno dieci anni.

Chi può rinnovare la Cessione del Quinto?

L’opzione è, chiaramente, consentita esclusivamente a chi ha un contratto di cessione del quinto già in corso. Ricordiamo che la cessione del quinto è una particolare tipologia di prestito che si rivolge a dipendenti pubblici e statali, dipendenti privati e pensionati. Possono richiederla anche soggetti che in passato hanno ricevuto una segnalazione negativa in banca dati.

Quali documenti servono per rinnovare la Cessione del Quinto?

I documenti per il rinnovo della cessione del quinto sono sostanzialmente tre:

A livello procedurale, ricorda che dovrai procurarti il conteggio estintivo. Si tratta di un documento che dovrà rilasciarti la banca che ti ha erogato il finanziamento e che riporta la cifra esatta da versare per l’estinzione della cessione ancora in corso.

Leggi anche: documenti necessari per la cessione del quinto.

Quando conviene rinnovare il finanziamento?

La risposta è legata alle esigenze personali degli utenti. Se, ad esempio, ti serve quanto prima nuova liquidità ed è già trascorso il 40% del piano di ammortamento, puoi agire anche immediatamente per richiedere il rinnovo. Al contrario, se hai tempo per guardarti intorno, ti conviene dare un’occhiata al tasso d’interesse.

Il rinnovo potrebbe essere particolarmente conveniente se il livello generale dei tassi d’interesse è più basso rispetto a quando hai sottoscritto il finanziamento. Ciò ti permette di ottenere nuova liquidità a condizioni migliori. La cessione del quinto, infatti, è caratterizzata da tasso fisso e rata costante per tutta la durata del finanziamento.

Meglio rinnovare la Cessione del Quinto oppure richiedere un Prestito Delega?

Qui parliamo, nella sostanza, di finanziamenti che prevedono dinamiche completamente differenti. Entrambi i finanziamenti hanno la stessa finalità: ottenere nuova liquidità. Il punto è che con il rinnovo della cessione del quinto, l’esposizione debitoria del cliente non aumenta. Si provvede, solamente, a prolungarne la durata.

Diverso è, invece, il caso del prestito delega o delegazione di pagamento. Conosciuta anche come doppio quinto, questa tipologia di finanziamento permette di richiedere un altro prestito impegnando fino ai 2/5 dello stipendio netto. In tal caso, si intuisce facilmente che l’esposizione debitoria del richiedente sia molto più elevata. Infatti, ad una prima cessione del quinto va ad aggiungersene un’altra. Ogni rata corrisponderà al 20% del tuo reddito mensile netto.

È giusto, però, precisare alcuni aspetti importanti. Innanzitutto, l’opzione del prestito delega è disponibile solo per i dipendenti, non per i pensionati. Inoltre, per questo finanziamento è indispensabile il benestare del datore di lavoro. Invece, il rinnovo della cessione del quinto non può essere rifiutato dal datore di lavoro.

La banca può rifiutare il rinnovo della cessione del quinto?

La risposta è Sì. In questo caso, non ci riferiamo solamente ad un rifiuto di carattere legale, relativo al lasso di tempo trascorso dall’inizio del piano di ammortamento (ne abbiamo parlato poco fa). Il focus si sposta su altre questioni, ovvero su una serie di valutazioni che la banca dovrà necessariamente fare.

Infatti, sebbene il finanziamento sia richiesto sempre presso lo stesso istituto di credito, la banca dovrà comunque procedere ad un’analisi approfondita della situazione del richiedente. Verranno presi in considerazione aspetti come l’età e lo stato di salute dell’utente. Inoltre, qualora il richiedente sia prossimo alla pensione, il rinnovo potrebbe essere rifiutato. In tal caso, prima di richiedere nuova liquidità, sarebbe meglio attendere il passaggio al nuovo status di pensionato.

Specie per i dipendenti di un’azienda privata, la banca potrebbe essere costretta a fare nuove valutazioni sul datore di lavoro. Lo scopo è quello di comprendere se l’azienda versi in buone condizioni o, al contrario, se si trovi ad affrontare momenti di grave difficoltà.

Infine, occorre riflettere, numeri alla mano, sulla situazione reddituale dell’utente. Se la banca dovesse accorgersi che il cliente è già abbastanza esposto sotto il profilo debitorio, il rinnovo della cessione potrebbe essere rifiutato per evitare il rischio di sovraindebitamento.

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