Mutuo rifiutato. Può capitare a tutti di subire un rifiuto per una richiesta di finanziamento. Per giunta, il mutuo rappresenta un’operazione complessa, sia per gli importi spesso elevati, sia per la durata del finanziamento. Per tale ragione, le banche si muovono sempre con molta cautela prima di accettare una domanda di mutuo.

Dall’altra parte, però, ai consumatori viene naturale chiedersi come comportarsi dinnanzi ad una richiesta di mutuo rigettata. Cosa è meglio fare? Rivolgersi subito ad un altro istituto di credito oppure attendere un po’ di tempo? Andremo innanzitutto ad approfondire le motivazioni alla base del rifiuto delle banche, per poi concentrarsi sugli step successivi.

Quali valutazioni fanno gli istituti di credito quando arriva una richiesta di mutuo?

La banca si concentra prevalentemente su tre aspetti, tutti ovviamente relativi al richiedente:

Aspetti personali

L’istituto di credito prenderà in considerazione elementi come:

Spesso, si sottovaluta il ruolo giocato dall’età. In realtà, molti istituti fanno valutazioni molto sotto il profilo anagrafico. Essi, infatti, vogliono assicurarsi che, alla scadenza del contratto di finanziamento, il richiedente non abbia oltrepassato uno specifico limite di età. In genere, tale soglia è tra i 75 e gli 80 anni ma la scelta è a discrezione di ogni singola banca, in base alle rispettive politiche di credito.

In linea generale, anche i cittadini stranieri e quelli non in possesso di residenza italiana potrebbero richiedere un mutuo. La banca, però, tende a considerare più rischioso un mutuo erogato a persone che vivono al di fuori dei confini italiani. In caso di mancato pagamento delle rate, infatti, per gli istituti di credito potrebbe essere complicato imbastire una procedura per il pignoramento dell’immobile.

Per ovviare a tali criticità, la banca potrebbe chiedere di fornire una prova relativa ad una presenza stabile in Italia da almeno due anni o, in alternativa, l’intervento di un garante che, al contrario, vive nel nostro paese da molto più tempo.

Occhio anche al passato creditizio. Dinnanzi a qualsiasi richiesta di finanziamento, tutti gli istituti procedono ad effettuare delle verifiche in banche dati private e pubbliche, come ad esempio CRIF.

Lo scopo di questi controlli è quello di accertarsi che, in passato, il richiedente sia stato puntuale nei pagamenti delle rate di precedenti finanziamenti e che, dunque, non siano presenti segnalazioni negative.

Infine, la banca considererà ulteriori elementi. Ad esempio, un istituto di credito potrebbe essere più propenso a concedere un mutuo ad una persona che è già cliente della banca stessa, magari da molti anni e con il quale vige un rapporto di forte fiducia reciproca.

Aspetti reddituali/patrimoniali

Mutuo rifiutato per ragioni reddituali? Questa è, forse, una delle cause più comuni del diniego di una richiesta di mutuo. Le verifiche svolte dagli istituti hanno lo scopo di accertarsi che il cliente abbia realmente le possibilità di saldare con regolarità le rate del mutuo. Le valutazioni si concentreranno su tutti gli elementi passibili di condizionare, positivamente o negativamente, il pagamento delle rate, come:

Disponibilità reddituale

Oltre al reddito netto, la banca farà delle analisi anche sulla tipologia di reddito. Infatti, potresti produrre reddito come lavoratore dipendente, come libero professionista o percepire un reddito d’impresa.

In base a queste informazioni, la banca potrà tracciare un profilo di rischio completo sul tuo conto. Tendenzialmente, un reddito da lavoro dipendente è più stabile e meno soggetto ad oscillazioni rispetto ad un reddito prodotto da un lavoro autonomo.

In tal senso, la banca guarderà al profilo storico del reddito, allo scopo di capire se nel corso del tempo è variato verso l’alto oppure è diminuito. Essendo il mutuo un finanziamento a medio-lungo termine, la banca dovrà giocoforza interrogarsi sulle prospettive future del reddito del richiedente.

Impegni finanziari

Le valutazioni non finiscono qui perché, come anticipato poc’anzi, coinvolgono anche gli impegni finanziari. La banca, infatti, ha l’esigenza di comprendere se ogni mese vi sono degli impegni in essere che finiscono per ridurre l’effettiva disponibilità del reddito (altri finanziamenti, ad esempio) e sui quali il richiedente non può intervenire.

Diverso è, invece, il caso di quegli impegni finanziari sui quali l’utente ha facoltà di agire, come ad esempio i fondi pensione o i premi per le polizze vita. Tali impegni, infatti, non vengono considerati dalle banche ai fini dell’erogazione del mutuo.

Ovviamente, la disponibilità reddituale da destinare al pagamento delle rate va considerata al netto degli impegni finanziari mensili che servono al richiedente per garantire il mantenimento personale o quello dei familiari a suo carico. In questo modo, la banca si assicurerà che il cliente non vada incontro a problemi di sovraindebitamento.

Disponibilità patrimoniale

Infine, vi sono delle valutazioni di carattere patrimoniale che riguardano, per esempio, investimenti, il possesso di altri immobili o somme di denaro ricevute in eredità. Una disponibilità patrimoniale consistente potrebbe essere vista di buon occhio dalle banche perché potrebbe permettere al richiedente di attingere a quel denaro in caso di difficoltà nel pagamento delle rate.

Immobile oggetto dell’operazione

Con i mutui immobiliari, sull’immobile oggetto dell’operazione andrà iscritta un’ipoteca, la quale rappresenterà la più importante garanzia per le banche. Gli istituti di credito si affideranno ad un perito per effettuare controlli rispetto all’idoneità dell’immobile rispetto al suo ruolo di “garante”. Il perito si concentrerà, in particolare, su:

Qualora sull’immobile gravino delle irregolarità insanabili, quasi sicuramente la banca riterrà l’immobile stesso non idoneo a fungere da garanzia.

Vanno, inoltre, svolte verifiche di carattere legali, di cui si incaricherà il notaio presso cui verrà stipulato l’atto di mutuo. Tali verifiche hanno lo scopo di accertarsi che l’immobile sia esente dall’iscrizione di precedenti ipoteche nonché da pregiudizievoli o gravami di qualsiasi tipo.

Mutuo rifiutato: come comportarsi?

Per quale motivo la richiesta di mutuo è stata rifiutata? La banca non potrà esimersi dal fornire una chiara e valida spiegazione. In genere, un mutuo rifiutato è qualcosa che si verifica per una di queste ragioni:

Se il mutuo è stato respinto per questioni reddituali, puoi tentare di risolvere il problema chiedendo un finanziamento di importo minore oppure una rata più bassa, magari allungando il piano di ammortamento.

In alternativa, potresti optare per un mutuo cointestato, magari insieme ad un soggetto che possiede una buona capacità reddituale. In questo modo, la banca avrà la certezza di potersi rivalere sul reddito di due differenti soggetti.

La motivazione del rifiuto ha a che fare con una scarsa affidabilità creditizia che ti è stata affibbiata? In questo caso, qualora la problematica sia stata positivamente risolta, non ti rimane che attendere che la segnalazione negativa in banca dati venga cancellata. Se, invece, hai ancora dei debiti insoluti, per sperare di ottenere un mutuo dovresti prima provvedere a sistemare la posizione debitoria.

Mutuo rifiutato per ragioni di sovraindebitamento? Qualora tu abbia in corso già altri prestiti, potresti avere seri problemi a sostenere un ulteriore finanziamento come il mutuo.

Infine, il rifiuto potrebbe avvenire per irregolarità che riguardano l’immobile o per un Loan to value eccessivamente alto. Nel primo caso, andrebbero sistemate le irregolarità per poi procedere con una nuova richiesta di mutuo. Nel secondo caso, invece, potresti risolvere il problema scegliendo un immobile meno costoso.

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